Oggi la mia attenzione si concentra su una fontana, la fontana della Spinacorona, conosciuta da pochi ma piena di valore artistico-storico. La trovate a ridosso della chiesa di Santa Caterina della Spina Corona in via Nobile. Fu voluta da Pedro Alvarez de Toledo, vicerè di Napoli per conto di Carlo V D’Asburgo, nel XVI sec, e disegnata da Giovanni da Nola, scultore contemporaneo, in stile barocco.
Il popolo la conosce come “la fontana delle zizze” dato che vi è raffigurata una sirena che si stringe i seni da cui esce appunto l’acqua, che simbolicamente colpisce il Vesuvio, come a spegnere il fuoco del vulcano, quindi con funzione protettrice. Anche l’iscrizione, oggi non più visibile, diceva “MENTRE LA SIRENA ADDOLCISCE GLI INCENDI DEL VESUVIO”.
In realtà questo essere mitologico è legato profondamente alla città, la cui origine stessa si deve proprio all’arrivo di una sirena sulle coste napoletane, la bella Partenope, il cui sepolcro è posto secondo la leggenda sull’isolotto di Megaride. La creatura per metà pesce e per metà donna si sarebbe lasciata morire dopo l’arrivo di Ulisse, che con grande astuzia non si lasciò ingannare dal suo canto fatale. Anche Virgilio ci narra di una sirena, Leucosia, da cui avrebbe preso il nome Punta Licosa di Salerno.
Tornando alla nostra fontana è necessario precisare che l’originale si trova oggi al museo di S.Martino, questa che troverete in strada ne è una fedele riproduzione. Un particolare che noto avvicinandomi alla sirena è la raffigurazione di una viola, uno strumento musicale del ‘500, probabilmente fu un omaggio ad un musicista di quegli anni, Dentice Fabrizio, la cui casa non era molto distante.
Come si può vedere a Napoli anche una semplice fontana racchiude storie e leggende sufficienti a scrivere più di un libro, tant'è che da molti Napoli viene definita un museo a cielo aperto. Lo sanno bene gli esperti dell'associazione culturale Insolitaguida che organizzano passeggiate narrate volte a far scoprire proprio questi aspetti di Napoli ( Info www.insolitaguida.it - Tel 338 965 22 88)
Vi saluto ricordandovi, da buona napoletana, che se volete tentare la sorte “e zizze” fanno 28, buona fortuna!
Alla prossima storia!
Marianna Deiulis












