Non sarà sfuggito ai più attenti che questa settimana c’è stato un “venerdi 17”, per di più di un anno bisestile. Verrebbe da dire che ormai siamo nel 2012 e che , siamo una società moderna e libera, che segue il pensiero occidentale dell’ “open mind” , che va sempre avanti verso un futuro supertecnologico, profezie Maya permettendo, e che non si lascia più intimorire da queste ignoranti superstizioni... eppure … oggi voglio parlarvi delle credenze popolari dei napoletani: c’è un universo da scoprire che riguarda questa materia così vasto da poter scrivere un'enciclopedia.
Punto d'inizio è uno spirito molto particolare, ”ò munaciell”, che ha caratteristiche esoteriche. Se vi starete chiedendo se è buono o cattivo, qualsiasi napoletano risponderebbe “dipende”, ci sono infatti occasioni in cui o munaciell aiuta i viventi, soprattutto economicamente, sorpresa gradita per i fortunati scelti. Ma in altre occasioni se vi prende di mira i suoi dispetti renderebbero la vostra vita davvero difficile! Il suo aspetto è quello di un vecchio-bambino dagli abiti monacali. La leggenda inizia intorno alla seconda metà del ‘400, quando una giovane nobile vissuta sotto il regno Aragonese, si innamorò di un garzone, un amore impossibile e ostacolato, senza lieto fine. Il giovane amante fu assassinato e l’innamorata rinchiusa in un convento. Per la gioia dei più romantici, i due riuscirono comunque a consumare questa passione travolgente, e la fanciulla diede alla luce un figlio, che le suore del convento nascosero, cucendo per lui abiti monacali col cappuccio. Tutto risolto dunque, se non fosse per le terribili deformità del bambino, tanto che fu sempre temuto, gli furono attribuiti poteri magici e soprannaturali, e fu chiamato “munaciell”, entrando di fatto nella leggenda.
Di pari fama è “bella mbrian”, anche perché non vorremo si offendesse. Questo spirito della casa è bella e da consigli soprattutto nelle situazioni difficili, durante le quali viene invocata, ed è l’antagonista principale del munaciello. Non fatela arrabbiare, ogni napoletano sa bene che quando si decide di traslocare non se ne parla mai in casa.
Questi racconti, queste leggende, sono parte del patrimonio culturale della nostra città al pari della poesia, della letteratura napoletana.
Concludiamo per questa volta, ma ritorneremo a raccontare di questo vastissimo argomento, parlando del famoso “corno”, simbolo anti-jella.
Tre regole da non dimenticare : il corno deve essere regalato! Ha forma con punta, sinuosoidale, e deve essere rigido. E’ l’oggetto apotropaico per eccellenza, non passerà mai di moda, ma è anche simbolo della vita, della fertilità, dell’abbondanza, lo ritroviamo già in età Neolitica, e nel Medioevo il colore rosso era scelto per simboleggiare la vittoria sui nemici. Ne ritroviamo tantissimi nella famosa San Gregorio Armeno, bellissima strada dei presepi, ma non temete qualsiasi negozio di Napoli in qualsiasi punto della città ne vende una tipologia, il corno infatti fa parte della storia partenopea, come la sirena, come il Vesuvio, come Pulcinella.
Se l'argomento vi può interessare vi consiglio di prendere parte al doppio evento organizzato dall'associazione culturale Insolitaguida per Domenica 4 Marzo 2012 : Non è vero ma .... ci credo. Prima la passeggiata narrata dedicata alla mania più grande dei napoletani: la superstizione. A seguire l'aperi-cena spettacolo sullo stesso argomento. Consigliata tutti!
Alla prossima storia
Marianna Deilis












