Vi siete mai chiesti come mai Napoli possiede il più alto numero di chiese al mondo (escludendo Roma)? Si annoverano circa 600 chiese storiche, e 400 quelle moderne; senza contare le varie Case Religiose e Conventi di ogni ordine, Francescani, Domenicani, Gesuiti, Giacomini, Carmelitani, Minimi, Benedettini, Certosini, giusto per nominarne alcuni.
La risposta di tutto ciò va ricercata nel passato ed ha poco di “onorevole”: all’epoca del Regno di Sicilia, detto impropriamente Regno di Napoli, la cui capitale diventò Napoli nel 1302. Da tale anno sempre più uomini di chiesa abbandonarono l’entroterra per trasferirsi nella capitale del Regno, tanto da prendere l’appellattivo di “Regnicoli”, trasformandosi in una sorta di sottoproletariato clericale. Col passare del tempo sempre più gente incomincio a trasferirsi nella capitale e una volta scoperto che a Napoli non era facile trovare lavoro ci si “arruolava” in uno dei tanti ordini religiosi al fine di sbarcare il lunario.
Il motivo economico non era l’unico fattore di crescita di tutti questi ordini religiosi; contribuivano fattori legati al popolo napoletano quali: l’ignoranza del popolo, la superstizione, a possibilità di potersi salvare l’anima, facendo donazioni sia in vita che con i cosiddetti Legati ( donazioni postmortem che comportavano l’obbligo di celebrare tot messe dopo la morte del donatore al fine di espiare i suoi peccati), infine, la possibilità di arricchirsi tramite due pseudo istituti: il “Diritto all’Isola" e “ Diritto d’asilo”: entrambi venivano viste come delle vere e proprie imposte anche se effettivamente non avevano alcun fondamento legale, l’uso di pagarli nel corso dei tempi li aveva trasformati in legge
Il Diritto all’Isola consisteva nella facoltà delle chiese ed ai relativi conventi o chiostri, di poter espropriare, ad un prezzo irrisorio, tutte le abitazioni intorno ad una struttura religiosa in quanto si presumevano abusive
A titolo d’esempio l’isola gesuita consisteva nel tempio del Gesù Nuovo e di tutte le costruzioni, che l’affiancavano e che le giravano tutto intorno. Utilizzando tale “ius” l’isola gesuita divenne gradualmente così vasta da superare quella formata dalla Basilica di Santa Chiara
Il Diritto d’asilo, invece, consisteva in un escamotage al diritto territoriale secondo cui nel territorio della chiesa vige il diritto ecclesiastico. Quindi i delinquenti erano soliti scappare all’interno di una delle tante proprietà della per acquisire il diritto di non essere sottoposto al processo civile o penale,
causando spesso violenti scontri tra armigeri dell’una e dell’altra parte.
Articolo scritto su input di Antonio Florino












