Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes ( villa Pignatelli )

    Informazioni aggiuntive

    • Info

      info

       

       


       

      NAPOLI (NA)


      Riviera di Chiaia, 200


      tel : 848 800 288 - 06 39967050 (dai cellullari e dall'estero)

       

       

      TimeTable

      orario

       

       


       

      lun mer gio ven sab dom

      apertura
      08:30
       
      chiusura
      14:00
       

      chiuso il martedí

      L’ingresso è consentito fino ad un’ora prima della chiusura.


      Ticket Counter

      biglietti

       

       


       

      intero
      € 2.00
       
      ridotto
      (cittadini UE 18/25)
      € 1.00
       
       
      gratuito per i cittadini
      UE al di sotto dei 18 - al di sopra dei 65 anni
       

      Il prezzo del biglietto può subire varizioni in caso di mostre.

       

    Museo Pignatelli Cortes Museo Pignatelli Cortes

    La Villa Pignatelli ospita il Museo Principe Diego Aragona Pignatelli Cortes.
    Voluta nel 1826 dal baronetto Sir Ferdinand Richard Acton (figlio di John Acton, primo ministro di Ferdinando I), la villa venne realizzata da Pietro Valente cui successe nel 1830 Guglielmo Bechi.
    Qualche anno dopo la morte di Sir Acton, nel 1841, la villa venne acquistata dalla famiglia di banchieri tedeschi Rothschild, che la abitarono fino al 1860. Nel 1867 la villa fu ceduta ai Pignatelli Cortes d'Aragona che ne furono proprietari fino al 1952, quando la principessa Rosina Pignatelli ne fece donazione allo Stato Italiano perché fosse trasformata in un museo destinato a perpetuare il nome del marito, il principe Diego Aragona Pìgnatelli Cortes. Insieme alla villa, la famiglia Pignatelli donò argenti, bronzi, porcellane, smalti, cristalli, tutti esposti negli ambienti al piano terra del museo. Nel 1998 fu allestita la pinacoteca a cura del Banco di Napoli.
    Esterno
    La costruzione è caratterizzata da una pianta quadrata generata dalla somma di due rettangoli uguali. Uno dei rettangoli, sviluppato su due piani, costituisce il vero e proprio corpo della residenza, mentre l'altro, articolato al livello del solo pian terreno, è preceduto sul fronte meridionale da un portico d'ingresso di ordine neodorico.
    Il giardino modellato all’inglese, mosso nel disegno dei viali e variegato nella scelta delle piante disposte “a boschetto”, è stato progettato da Guglielmo Bechi. L'attuale disposizione rispetta l'impianto originario. Tra le specie più belle e rare esistenti oggi sono da segnalare la Araucaria excelsa, la Grevillea Robusta, il Ficus Magnolioides, la Strelitzia Augusta, tipi diversi di Cycadaceae e palme di vario genere. Numerose anche le piante di Camelie, sul prato posteriore spicca nella sua imponenza una Magnolia Grandiflora.
    Alla fine del secolo il parco è stato arricchito da piccoli edifici di genere “pittoresco”: la Torretta neogotica, lo Chalet svizzero, la Serra. Dal fronte settentrionale attraverso un portichetto a quattro pilastri con altrettante semicolonne doriche addossate si accede al pian terreno.
    Interno

    La villa dispone di due piani: quello terra, che conserva l'aspetto di dimora principesca, ed il primo, nel quale viene esposta la raccolta di dipinti del Banco di Napoli. Dal vestibolo del pian terreno dove è visibile un tripode neoclassico in legno, marmi policromi e pietre dure, si accede alla galleria e da questa a due sale di compagnia.


    Dal vestibolo del pian terreno dove è visibile un tavolo neoclassico in legno, marmi policromi e pietre dure, si accede alla galleria e da questa a due sale di compagnia. Quella ad oriente immette nel grande salone da ballo e di qui nella sala dell'orchestra. La sala ad occidente dà accesso alla sala da pranzo e alla quadreria, adibita anche a sala biliardo. Le decorazioni a stucco, i dipinti e gli arredi di queste sale sono quelli originali.
    Il primo piano, accessibile dal vestibolo circolare d’ingresso era destinato alla residenza padronale. Esso è caratterizzato dalla presenza di numerose sale: la Sala Rossa con decorazioni in stucco bianco e oro che risale all’epoca dei Rothschild, i Salotti Verde e Azzurro, la Sala da pranzo dalla raffinata boiserie e la Biblioteca, con lo splendido parato, le librerie dall’intaglio neorinascimentale e le poltrone tappezzate in cuoio. La principessa Rosina donò argenti, bronzi e cristalli appartenenti alla sua famiglia ed una ricca collezione di porcellane europee del XVIII e XIX secolo. Il nucleo più rappresentativo è quello della Manifattura di Meissen con esemplari anche di datazione antica come il Servizio da caffè con paesaggi marini del 1735–40 o ancora il gruppo plastico con il Ratto di Proserpina del 1750. Della Real Fabbrica di Capodimonte la famosa Lavandaia, il Gentiluomo con marsina, la Scena galante con cagnolino; numerosi i biscuit della Real Fabbrica di Napoli e altri oggetti della medesima manifattura.
    Ricca anche la collezione di porcellane orientali del Settecento e dell'Ottocento. Il sottotetto e gli scantinati, accessibili mediante scale di servizio ben dissimulate, erano destinati alla servitù, ai ripostigli e alle dispense, mentre le cucine erano poste nell’interrato di una vicina costruzione e collegate alla villa mediante una piccola galleria sotterranea. Attualmente gli ambienti del primo piano sono stati destinati a sede di manifestazioni espositive.

     Per meglio visitare il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes di Napoli consigliamo di farlo in compagnia di Insolitaguida Napoli ( tel 338 965 22 88 oppure visita il sito web www.insolitaguida.it).

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