Scavi archeologici di Ercolano

    Sito patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, sono stati rinvenuti i resti dell'antica città di Ercolano, seppellita sotto una coltre di ceneri, lapilli e fango durante l'eruzione del Vesuvio del 79.

    Panorana Scavi di Ercolano
    Parco Archeologico di Ercolano
    Palestra scavi di Ercolano

    Info

    ERCOLANO (NA)

    Corso Resina, 1

    tel : 081 7777008

    Sito web

    Orario

    Dal 01/04 al 31/10: 08.30 - 19.30 (ultimo ingresso 18.00)
    Dal 01/11 al 31/03: 08.30 - 17.00 (ultimo ingresso 15.30)
    N.B.
    A partire dal mese di marzo del 2020, gli orari di apertura e chiusura saranno i seguenti:
    Dal 15/03 al 15/10: 8.30 - 19.30 (ultimo ingresso 18.00)
    Dal 16/10 al 14/03: 8.30 - 17.00 (ultimo ingresso 15.30)

    Giorni di chiusura: 1 Gennaio, 25 Dicembre

    Artecard

    Biglietti

    Intero
    € 13.00
     

     

    Ridotto ( 18 - 25 anni)
    € 2.00

    Gli scavi archeologici di Ercolano si trovano  in Provincia di Napoli.

    La città di Ercolano, già gravemente danneggiata dal terremoto del 62, venne distrutta dall'eruzione del Vesuvio del 79, che la coprì con un'ingentissima massa di fango, cenere ed altri materiali eruttivi trascinati dall'acqua piovana che, penetrando in ogni apertura, si solidificò in uno strato compatto e duro di 15-20 metri.

    Queste particolari circostanze che hanno portato al seppellimento di Ercolano, se da un lato ne hanno reso e ne rendono tuttora assai arduo lo scavo, dall'altro hanno permesso la conservazione di materiali altamente deperibili, come i papiri e gli stessi alimenti, sigillati nel fango secco. Questa sigillatura ha anche protetto materiali come il legno strutturale, che invece in presenza di ristagno d'acqua è più deperibile.

    Gli scavi di Ercolano, con quelli di Pompei ed Oplontis, sono inseriti dal 1997 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

    Ritrovata casualmente a seguito degli scavi per la realizzazione di un pozzo nel 1709, le indagini archeologiche ad Ercolano cominciarono nel 1738 per protrarsi fino al 1765; riprese nel 1823, si interruppero nuovamente nel 1875, fino ad uno scavo sistematico promosso da Amedeo Maiuri a partire dal 1927: la maggior parte dei reperti rinvenuti sono ospitati al museo archeologico nazionale di Napoli, mentre è del 2008 la nascita del museo archeologico virtuale che mostra la città prima dell'eruzione del Vesuvio.

    Il sito di Ercolano, gestito dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, viene visitato mediamente da trecentomila turisti ogni anno: nel 1997, insieme alla rovine di Pompei ed Oplonti, è entrato a far parte della lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO.

    Secondo Dionigi di Alicarnasso, Ercolano fu fondata da Eracle di ritorno dall'Iberia, mentre secondo una versione molto più accreditata, riportata da Strabone, fu fondata dagli Osci su un promontorio tra due torrenti, ai piedi del Vesuvio, affacciata sul mar Tirreno. Fu quindi conquistata dagli Etruschi, dai Pelasgi, dai Sanniti per poi passare nell'alleanza romana, trasformandosi in un piccolo borgo fortificato anche se con mura di modeste dimensioni. Durante le guerre sociali, Ercolano, così come le altre città della zona, si ribellò a Roma e venne quindi conquistata da Titius Didius[4], un legato di Lucio Cornelio Silla, nel 89 a.C., ottenendo nel 30 a.C. lo stato di municipio. Fu da questo periodo che si trasformò principalmente in un centro di villeggiatura, risentendo sempre maggiormente dell'influsso della vicina Neapolis, della quale può essere considerata un suburbio.

    Piantina Scavi di Ercolano

    L’area archeologica di Ercolano si trova alle estreme pendici sud-ovest del Vesuvio, su un promontorio che sovrasta la linea costiera, a sud dell’odierno abitato, fino al 1969 chiamato Resina. Dista 14,8 km dall’aeroporto di Napoli-Capodichino.

    Può essere raggiunta con la Circunvesuviana da Napoli

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